Esiste un luogo, nel nostro percorso scolastico, in cui le parole cedono il passo agli sguardi, i telefoni si spengono e i cuori si sintonizzano sullo stesso battito. Quel luogo, per gli studenti dell’Istituto “Silvio Lopiano” nel plesso di Fuscaldo, si è chiamato “Emozioni in coda”, un progetto di Pet Therapy interamente progettato e curato con dedizione dai docenti Prof.ssa Genoveffa Bottino e Prof. Emilio Biagio Granata. Insieme, hanno saputo dare vita a un’iniziativa che ha ridefinito il concetto stesso di inclusione e vicinanza tra i banchi.
Tutto è iniziato dietro uno schermo, ma con il cuore già rivolto all’ascolto. Durante il primo incontro su Google Meet, la psicologa Dott.ssa Santina Esposito ha guidato i ragazzi in una riflessione profonda: “Perché ci leghiamo così tanto a un animale?”. La risposta degli studenti è stata immediata e disarmante nella sua verità: “Perché l’animale non ti giudica, ti sta a sentire senza tradirti mai”. Da lì, la dottoressa ha tracciato una mappa dell’empatia moderna, spiegando come la Pet Therapy sia un ponte d’oro per risvegliare motivazione, responsabilità e impegno, purché vissuta con equilibrio, senza mai sostituire l’uomo, ma alleandosi con lui per ritrovare l’umanità perduta. I ragazzi hanno scoperto la complessità che si cela dietro un progetto simile: il lavoro di un’équipe, la scelta accurata delle razze e, soprattutto, un principio etico fondamentale: il beneficio deve essere reciproco, perché l’uomo deve fare del bene all’animale tanto quanto l’animale ne fa all’uomo.
A dare un ulteriore e straordinario valore scientifico al percorso, nelle giornate successive gli studenti si sono collegati con la Dott.ssa Vanessa Santoro, psicologa clinica, psicologa dello sport e mental trainer, nonché valutatrice e riabilitatrice neuropsicologica. Con la sua altissima professionalità, la Dott.ssa Santoro ha aperto ai ragazzi le porte della mente, mostrando come la relazione con l’animale non sia solo “emozione”, ma un vero e proprio allenamento per il cervello. Ha spiegato come il contatto fisico e l’interazione guidata stimolino la nostra mente, aiutino a gestire l’ansia, migliorino l’attenzione e ci insegnino a focalizzarci sul presente: una vera e propria ricarica neuropsicologica per imparare a superare i propri limiti.
Dalla teoria si è poi passati agli sguardi e alle carezze. Gli incontri successivi hanno trasformato le aule scolastiche in un vero laboratorio di vita, accogliendo nel cortile della scuola gattini e cani portati con orgoglio dagli stessi studenti e dai docenti. Tra tutti gli ospiti a quattro zampe, due in particolare hanno rubato il cuore dell’intero plesso: Orso, un batuffolo di Pastore dei Pirenei di appena due mesi, e Pamela, una dolcissima capretta di tre mesi.
In quei pomeriggi è successo qualcosa di magico. I muri della timidezza sono crollati. Ragazzi che di solito faticano a inserirsi nel gruppo hanno preso l’iniziativa; la parola, a volte così difficile da tirare fuori in classe, è fluita spontanea tra un sorriso e una carezza condivisa. Ma il miracolo più grande è stato invisibile agli occhi, eppure evidentissimo: gli smartphone sono spariti. In un mondo che corre troppo velocemente, dove le relazioni si consumano nello spazio di un feed o di una story sui social, questi animali hanno imposto un tempo diverso. Un tempo lento, fatto di terra, di respiro, di natura. Hanno dimostrato ai nostri ragazzi che per essere connessi davvero, a volte, bisogna staccare la spina.
Viverlo da vicino ha rappresentato un’occasione di profonda evoluzione sia sul piano umano sia su quello professionale. Osservare barriere apparentemente insormontabili sciogliersi davanti alla naturalezza di un cane che scodinzola o di una capretta che cerca un contatto ridefinisce il significato stesso di “fare scuola”. È la conferma che l’inclusione più autentica non passa attraverso formule rigide, ma si costruisce creando contesti capaci di accogliere la vulnerabilità, trasformandola in un punto di incontro e di crescita comune.
“Emozioni in coda” si conclude qui, lasciando un segno indelebile nel plesso di Fuscaldo, nei sorrisi dei nostri studenti e nella loro ritrovata capacità di fare squadra. Questo prezioso bagaglio di empatia e condivisione si chiude oggi con un arrivederci, accompagnato dal forte auspicio che il prossimo anno scolastico possa vedere la nascita di una nuova edizione del progetto, per camminare ancora insieme e fare un percorso ancora più ricco, forte dell’esperienza vissuta.
Mentre fuori tutto corre alla velocità di un click, forse, la lezione più grande ce l’hanno data proprio i nostri amici a quattro zampe: per crescere insieme, basta saper restare.








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